© Soprintendenza Speciale PSAE Roma


Nome dell’oggetto:

Giuditta in preghiera nella tenda di Oloferne

Ubicazione:

Roma, Italia

Museo che conserva l’oggetto:

Galleria Borghese

 About Galleria Borghese, Roma

Datazione dell’oggetto:

1623-1634

Artista(i) / Autore(i)della fabbricazione:

Jacques Stella (1596, Lione-1657, Parigi)

Numero di inventario museale:

261

Materia(e) / Tecnica(e):

Olio su ardesia

Dimensioni:

Cm 30x36

Provenienza:

Collezione Borghese

Tipologia:

Dipinto

Descrizione:

L’opera fu forse acquisita dal cardinale Scipione Borghese negli anni del soggiorno romano dell’artista francese (1623-1634), ma non risulta documentata nella collezione prima del 1650. Sul prezioso supporto è raffigurata una scena notturna, squarciata dalla fiamma del candelabro. L’eroina biblica è raffigurata in ginocchio, nell’atto di chiedere a Dio la forza per il sanguinario omicidio che si accinge a compiere, mentre l’ignaro Oloferne dorme nel sontuoso letto a baldacchino, ornato dal pesante damasco di seta che riflette la luminosità della fiamma. Secondo i testi apocrifi del Vecchio Testamento, la bella Giuditta, una vedova che abitava la città di Betulia assediata dagli Assiri, fece innamorare di sé il generale Oloferne, che organizzò un banchetto in suo onore per sedurla. Egli si addormentò tuttavia nella tenda vinto dall’ebbrezza, cosicché l’implacabile fanciulla potè decapitare l’oppressore del popolo ebraico. Sulla “table habillée” è posato l’elegante cimiero del guerriero, a terra il suo scudo, mentre tre putti si sforzano di estrarre la spada dal fodero, evidentemente per porgerla a Giuditta. La posa ispirata della protagonista si associa all’eleganza dell’interno, alla finezza dei dettagli e al tono giocoso dei putti, degni del seguito di una Venere. Lo stile rivela la conoscenza della pittura classicista bolognese, molto diffusa a Roma nei primi decenni del XVII secolo, associata alle ricerche luministiche proprie di Elsheimer.
L’artista, di cui è nota un’altra versione dello stesso soggetto (collezione privata), era una specialista della pittura su pietra (ardesia e marmo nero), che gli consentiva una raffinatissima cromia e una resa quasi minituristica dei particolari, unitamente all’utilizzo del supporto come base naturale per l’effetto “a lume di candela”, di grande attualità all’inizio del Seicento.

View Short Description

Questa è una insolita rappresentazione del tema iconografico. L’espressività gestuale del protagonista e l'eccezionale illuminazione rispecchiano la divina assistenza data a Giuditta. Attraverso la fede lei trova la forza di compiere il sanguinoso atto della decapitazione di Oloferne.
L'artista francese realizzò questo piccolo e prezioso dipinto su lavagna durante il soggiorno a Roma, tra il 1625 e il 1634, durante il quale frequentò la cerchia del cardinale Scipione Borghese.

Proprietario originale:

Scipione Borghese (?)

Proprietario attuale:

Stato Italiano

Modalità di acquisizione da parte del museo:

La collezione Borghese è stata acquistata dallo Stato Italiano nel 1902

Bibliografia di riferimento:

Della Pergola P., Galleria Borghese. I dipinti, I, Roma, 1955, n. 220, p. 122.
 
Chomer G., Laveissière S., in Jacques Stella (1596-1657), catalogo della mostra (Lyon, Toulouse), Paris, 2006, cat. 43, pp. 97-98

Copyright (dicitura completa):

Copyright immagine: Archivio fotografico Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale della Città di Roma.

Citation:

Sofia Barchiesi "Giuditta in preghiera nella tenda di Oloferne " in "Discover Baroque Art", Museum With No Frontiers, 2019. http://www.discoverbaroqueart.org/database_item.php?id=object;BAR;it;Mus11;48;it

Compilato da: Sofia BarchiesiSofia Barchiesi

CV:
Sofia Barchiesi, laureata e specializzata in Storia dell’Arte, vincitrice della borsa di studio della Scuola di Specializzazione in Storia dell'Arte Medioevale e Moderna, collabora con la Soprintendenza per i Beni Storico Artistici e per il Polo Museale Romano dalla fine degli anni ’80. Si è occupata di catalogazione delle opere d’arte del territorio e dei musei romani, studiando in particolare il periodo della Controriforma. Ha collaborato con riviste e scritto saggi, alternando al lavoro di ricerca l’attività didattica.

Numero di lavoro di MWNF: IT1 62

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