
Palazzo Colonna Rospigliosi (decorazioni affrescate)
Zagarolo, Roma, Italia
II metà XVI secolo
Giovanni Bianchi, detto il Bertone (doc. 1573-1580)
Decorazione di palazzo nobile in Provincia
Pompeo (morto nel 1583) e il figlio Marzio Colonna (notizie dal 1584 al 1606 quando accolse nel suo feudo Caravaggio)
Nel 1569 Pio V elevò a ducato il feudo di Zagarolo appartenente all’antica famiglia dei Colonna. A testimonianza del prestigio dei Colonna si può ricordare che essi vantavano addirittura una discendenza dalla gens Iulia, furono tra i protagonisti delle lotte che interessarono il XII e XIII secolo tra guelfi e ghibellini, in contrasto con gli Orsini, annoverarono tra i membri cardinali già alla fine del XII secolo (Giovanni nel 1193) e un papa nel XV quando, nel 1417, Oddone salì al soglio pontificio con il nome di Martino V. Al periodo dell’elevazione a ducato, nella seconda metà del XVI secolo, risalgono quindi i lavori di ristrutturazione dell’antico palazzo di Zagarolo e dell’intero territorio, ricco di risorse provenienti dalle coltivazioni e dall’allevamento. Il palazzo ducale modificò il primitivo nucleo fortificato medievale con l’aggiunta di due lunghe ali verso l’abitato - che ancora oggi ne connotano la sagoma - che venne riorganizzato in funzione del Palazzo. Nel 1622 l’intero feudo fu venduto al cardinale Ludovico Ludovisi che arricchì ulteriormente il palazzo che passò poi, nel 1670, alla famiglia Rospigliosi che ne completò la decorazione al piano terra.
La decorazione interna cinquecentesca è un compendio di temi esaltanti l’antichità, secondo un progetto complessivo di renovatio dell’Antico, teso a legittimare il potere dei Colonna, le imprese recenti operate dai membri della famiglia e le virtù del Casato. Nelle prime due sale, ad opera del pittore reggiano Giovanni Bianchi, è riconoscibile la celebrazione della vittoria di Lepanto (1571) contro i Turchi, in cui aveva combattuto a capo della flotta pontificia Marcantonio Colonna, esaltata come vittoria della Chiesa e quindi accompagnata dalle allegorie delle Virtù teologali (Fede, Speranza e Carità) e cardinali (Prudenza, Fortezza, Giustizia e Temperanza); sono inoltre presenti in più punti le “imprese” dei Colonna: la sirena bicaudata, gli elementi dello stemma (la colonna incoronata) e l’immagine dei giunchi emergenti dai flutti con il motto Flectimur non rumpimur undis (siamo piegati ma non spezzati dalle onde).
In altri ambienti, al piano terra, ad opera della scuola di Federico Zuccari e databili agli ultimi anni del XVI secolo, si alternano paesaggi con rovine, stemmi, grottesche e figure allegoriche tra cui va ricordata la volta di una sala con le figure della Vittoria e della Speranza.
La decorazione interna cinquecentesca è un compendio di temi esaltanti l’antichità, teso a legittimare il potere dei Colonna, le imprese recenti operate dai membri della famiglia (la vittoria di Lepanto contro i Turchi del 1571) e le virtù (teologali e cardinali) del Casato.
Tantillo, A.M., “Palazzo Colonna Rospigliosi”, I principi della chiesa, Milano 1998, 115.
Tantillo, A.M., “Palazzo Colonna Rospigliosi”, I principi della chiesa, Milano 1998, 114-116.
Laura Indrio "Palazzo Colonna Rospigliosi (decorazioni affrescate)" in "Discover Baroque Art", Museum With No Frontiers, 2025.
https://baroqueart.museumwnf.org/database_item.php?id=monument;bar;it;mon13;5;it
Compilato da: Laura Indrio
Numero di lavoro di MWNF: IT1 05