
Chiesa di Sant'Ignazio, Affresco con il Trionfo di Sant’Ignazio
Roma, Italia
1691–1694
Andrea Pozzo
Affresco
Ordine dei Gesuiti
Nel 1626 il cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di papa Gregorio XV, patrocinò la costruzione di una grande chiesa intitolata a Sant'Ignazio, il fondatore dell'ordine dei Gesuiti (canonizzato da suo zio nel 1622) cui si doveva la creazione dell'adiacente Collegio Romano, istituzione modellata sull'Università di Parigi, dove lo stesso Gregorio XV aveva studiato. I lavori diretti dall'architetto gesuita Orazio Grassi proseguirono fino alla fine del Seicento, quando il trentino Andrea Pozzo, architetto e pittore gesuita, che aveva studiato al Collegio Romano, ricevette l'incarico, nel 1685, di dipingere su tela una finta cupola, dal momento che erigerne una vera era stata ritenuta impresa irrealizzabile per problemi statici e logistici.
Per il successo conseguito dalla cupola prospettica, Pozzo ricevette anche la commissione degli affreschi del presbiterio e della volta della navata.
Si tratta di una delle più grandi volte affrescate del mondo, estendendosi per una lunghezza di oltre quaranta metri. All'interno della finta intelaiatura architettonica, costituita da colonnati ed arcate sorreggenti un'incorniciatura spezzata che sembra replicare in altezza quella reale della navata, spicca nell'abbagliante spazio vuoto centrale la figura di Cristo con la croce, da cui parte un raggio di luce che va a colpire Sant'Ignazio, il personaggio più prossimo a Cristo e posto al vertice di una piramide di nuvole e figure angeliche. Da Ignazio si irradiano altri quattro raggi luminosi che raggiungono gli angoli alla base dell'affresco, al di sotto delle finte colonne binate in prospettiva, dove sono raffigurate le personificazioni dei quattro continenti Europa, Asia, Africa e America. Il significato dell'affresco è esplicito: l'esaltazione di Ignazio e dell'attività missionaria dei gesuiti, vivificata dalla luce divina che partendo da Cristo e riflessa da Ignazio si irradia al mondo intero.
Le personificazioni dei continenti allora conosciuti sono quattro giovani donne che hanno per attributo ciascuna un animale diverso, secondo le immagini codificate nella celebre Iconologia di Cesare Ripa (1593): il cavallo per l'Europa, che regge il globo terrestre a simboleggiare il suo dominio sul mondo; il cammello per l'Asia, con le braccia rivolte al cielo a significare che da essa hanno avuto origine tutte le religioni; il coccodrillo per l'Africa, una regina mora con in mano zanne di elefante; il puma per l'America, armata di lancia e con piume colorate in testa.
Sotto ciascuna di esse precipitano verso il basso o stanno incatenate, sconfitte dalla missione evangelizzatrice dei gesuiti, le personificazioni dei Vizi e degli Errori.
In cielo, oltre ad Ignazio, sono raffigurati altri santi dell'Ordine, quali Francesco Saverio, Francesco Borgia e Luigi Gonzaga.
La luminosità della pittura veneta, in particolare di Veronese, e gli effetti di monumentalità conseguiti da Pietro da Cortona nella volta di Palazzo Barberini sono ben tangibili in questa immensa composizione, cui si aggiungono altre suggestioni provenienti dalla pittura romana di fine Seicento, come gli affreschi della volta della Galleria di Palazzo Colonna di Giovanni Coli e Filippo Gherardi.
L’affresco del gesuita Pozzo, trionfo dell’illusionismo barocco, illustra, nella volta della chiesa, la missione evangelizzatrice nel mondo dell’Ordine fondato da Sant’Ignazio di Loyola. I quattro continenti, personificati da giovani, esotiche figure femminili poste ai quattro angoli, sono irradiati dalla luce divina proveniente dal centro della volta e riflessa da Sant’Ignazio.
Documentazione archivistica.
Strinati, C., “Gli affreschi della chiesa di Sant'Ignazio a Roma”, in De Feo V. and Martinelli V. (eds), Andrea Pozzo, Milano: 1996, 66–93.
Fabrini N., La chiesa di Sant'Ignazio in Roma, Rome: 1952.
Copyright immagini: Archivio fotografico Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale della Città di Roma.
Pier Paolo Racioppi "Chiesa di Sant'Ignazio, Affresco con il Trionfo di Sant’Ignazio" in "Discover Baroque Art", Museum With No Frontiers, 2026.
https://baroqueart.museumwnf.org/database_item.php?id=monument;BAR;it;Mon11;32;it
Compilato da: Pier Paolo Racioppi
Numero di lavoro di MWNF: IT1 32
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