
Oratorio della Madonna dell’Orazione
Madonna della Consolazione
Bologna, Italia
Post 1591
Architetti: Tommaso Martelli (fine XVI secolo) e Giuseppe Vaccaro (XX secolo); decorazione pittorica: allievi di Ludovico Carracci
Architettura religiosa (oratorio)
Confraternita della Madonna dell'Orazione.
Questo piccolo oratorio è parte di una chiesa più antica dedicata a S. Colombano. Nel 1583 la confraternita della Madonna dell'Orazione chiese al rettore della chiesa, Don Galbani, il permesso di costruire nell'area del vicino cimitero un oratorio dove potersi incontrare per pregare. La confraternita riuniva devoti ad un antico affresco raffigurante la Madonna attribuito al pittore Lippo di Dalmasio (trasferito nel 1547 in una parete esterna laterale delal chiesa di S. Colombano). Nel 1547 l'affresco era stato trasferito ad una parete esterna laterale di s. Colombano. La prima pietra dell'oratorio fu posta nel 1591, il progetto dell'architetto Tommaso Martelli fu completato nel 1597. In occasione del Giubileo del 1600, la stanza superiore fu decorata con Storie della Passione di Cristo, opera di alcuni giovani allievi di Ludovico Carracci appartenenti alla carraccesca Accademia degli Incamminati.
Dopo le soppressioni napoleoniche l'oratorio divenne una proprietà privata; alla fine degli anni '20 passò all'Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra che ne commissionò il restauro affidandolo all'architetto Giuseppe Vaccaro. In questo periodo gli affreschi furono restaurati e l'intero edificio fu inaugurato nel novembre 1931. Gli affreschi furono nuovamente restaurati negli anni '50 quando furono studiati dallo storico dell'arte Francesco Arcangeli che li attibuì a diversi autori. Gli ultimi restauri risalgono al 2000. Oggi l'oratorio e la chiesa sono di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
La stanza quadrata dell’oratorio, posta al primo piano, è decorata da una elaborata decorazione monocroma. Ricca decorazione monocroma ad incorniciatura delle scene: giovani ignudi reggono ghirlande vegetali e seri, pensierosi profeti incorniciano le scene ad imitazione di sculture in stucco. Attribuiti in precedenza a Ludovico Carracci questi affreschi sono probabilmente opera del suo allievo Francesco Brizio. All'interno degli archi sono rappresentate Storie della Passione di Cristo dipinte da Lucio Massari, Lorenzo Garbieri, Francesco Brizio, Galanino, Domenichino, Francesco Albani e forse anche Guido Reni. Gli affreschi della controfacciata sono in cattive condizioni di conservazione a causa della trasformazione dell'edificio in un ufficio dell'Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra.
View Short DescriptionQuesto oratorio era un luogo di preghiera per i devoti di un'antica immagine della Madonna col Bambino dipinta a fresco. Fu decorato nel 1600 con scene della Passione di Cristo dipinte ad affresco commissionate ad allievi di Ludovico Carracci.
Bibliografia.
Oratorio della Madonna dela Consolazione, parete d'ingresso
1599–1600
Lucio Massari (1569–1633)
Questa Crocefissione con la Deposizione dalla croce e lo Svenimento della Vergine in basso a destra è chiaramente opera di Lucio Massari (1569–1633). Di questo pittore, per lungo tempo considerato autore di secondo piano, oggi si tende ad apprezzare la luminosa tavolozza e lo stile che ricorda quello di Annibale Carracci. Dopo I restauri del 2000 è possibile apprezzare di nuovo le figure dei soldati che estraggono a dadi le vesti di Cristo.
Oratorio della Madonna della Consolazione, parete d'ingresso
1599–1600
Francesco Brizio
Questa affollata Salita al calvario, con soldati e aguzzini che si accalcano attorno a Cristo, quasi a togliergli l'aria, appartiene allo stile quasi caricaturale di Francesco Brizio (1574 ca. – 1623).
Brizio sviluppò questo linguaggio nella bottega di Bartolomeo Passerotti (1529–1592), specializzato in scene di genere con figure dai tratti molto caricati.
Parete laterale
1599–1600
Francesco Albani (1578–1660)
Nello sfondo da destra a sinistra i soldati portano via Cristo, mentre in primo piano S. Pietro si torce le mani, piangendo mentre il gallo canta, rendendosi conto che ha rinnegato Cristo tre volte come gli era stato predetto dal maestro.
Questo affresco è generalmente attribuito a Francesco Albani, un allievo di Calvaert e dei Carracci. Albani si trasferì a Roma con Guido Reni nel 1601, e abbandonando lo stile austero del tardo Ludovico per acquisire un linguaggio pienamente classico.
Parete laterale
1599–1600
Domenico Zampieri detto il Domenichino (1581–1601)
Su un suggestivo sfondo di pasesaggio, la scena con vari personaggi drammaticamente atteggiati si addensa verso il primo piano, dove una delle tre Marie, inginocchiata, con gesto magniloquente indica allo spettatore la figura di Cristo deposto, tra le braccia della Vergine Maria.
Malvasia, C.C., Felsina Pittrice (ed. G. Zanotti from original edition of Bologna, 1678 ), Bologna, 1841, II, p. 92;
Benati, D., “Con pari tenerezza e miglior disegno. Albani (e Reni) prima di Roma. I”, in Arte Antica e Moderna, LXXXIX: 742, 1991, pp. 32-38;
Stanzani, A., “Vent'anni di pittura nelle chiese di Bologna: 1600-1620”, La pittura in Emilia e in Romagna - Il Seicento, Milan, 1992, pp. 113-156;
Una gloriosa gara nelle pagine di Francesco Arcangeli. L'oratorio di San Colombano, Bologna, 2002.
Copyright immagini: Archivio fotografico della Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico di Bologna, su concessione del Ministero per i Beni culturali.
Daniela Sinigalliesi "Oratorio della Madonna dell’Orazione" in "Discover Baroque Art", Museum With No Frontiers, 2026.
https://baroqueart.museumwnf.org/database_item.php?id=monument;BAR;it;Mon12;1;it
Compilato da: Daniela Sinigalliesi
Traduzione di: Antonella Mampieri
Numero di lavoro di MWNF: IT2 01